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LAST UPDATE 30.06.2010
© 2008 Philipp Fankhauser
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Philipp Fankhauser
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AKTUELL
Die Stadt Thun ehrt einen ihrer bekanntesten Söhne: Der Bluesmusiker Philipp Fankhauser erhält den mit 10'000 Franken dotierten Thuner Kulturpreis 2010.
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Philipp Fankhausers Song "Love Man Riding" erhält eine ehrenvolle Nennung im 16. Billboard World Song Contest
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Strong, subtle songs that resonate with quiet authority!
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35. Verleihung des Prix Walo
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Am 27. Dezember 2008 wurde Philipp Fankhauser im ausverkauften Konzertsaal des KKL Luzern mit einer Goldenen Schallplatte für Love Man Riding ausgezeichnet!
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Fankhauser's Love Man Riding listed among best cds of 2008 in Downbeat's January 2009 issue!!
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The song writing is of a very high standard. A melodic joy.
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That’s all the soul we want. So if you like blues and soul this one is for you.
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Dani Beck interviewt Philipp Fankhauser zu seinem neuen Album "Love Man Riding"
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Der schweizer Musiker hat Stil und eine beeindruckende Stimme.
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Love Man Riding ist ein perfekter Release mit 12 perfekten Songs. Eine CD, die man bei jeder Gelegenheit hören kann, ein Live Auftritt dieser Band ist ein absolutes Muss!
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Was Fankhauser da abliefert, ist musikalisches Teufelswerk allererster Klasse und geht sofort unter die Haut.
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Philipp Fankhauser's "Watching From The Safe Side" ist unglaublich!
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It is safe to say he is another addition to the growing list of excellent European bluesmen, and his multi-national band are of the top calibre – another of this year’s best releases to date.
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Johnny Copelands "I Got A Love" ist betörend filigran.
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“Love Man Riding“ ist abgrundtiefer Blues mit einer Stimme, die man so niemals von einem Weißen außerhalb Mississippis oder Tennessees erwarten würde. Herzzerreißend und beängstigend atmosphärisch.
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Jedes Orgelflattern mit Bedacht gesetzt
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Fankhauser singt so genussvoll, dass grosses Entertainment daraus wird.
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Keine Band dieser Stilrichtung hat mich derart überzeugt und berührt seit den frühen Tagen der Robert Cray Band!
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Als erster Schweizer Bluesmusiker ist Philipp Fankhauser am 12. Juni 2004 am weltgrössten Bluesfestival aufgetreten.
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Philipp Fankhauser unterschreibt einen weltweiten Plattenvertrag mit dem Label "Memphis International Records"! In Europa wird das neue Album "Talk To me" am 1. Juni veröffentlicht!
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IL POPOLO DEL BLUES, JUNI 2006
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Philipp Fankhauser suona un Blues d’altissimo livello che veramente non ha nulla da invidiare alle migliori band americane!
Anche recentemente, scrivendo su Philipp Fankhauser, son stati rispolverati i luoghi comuni della Svizzera, terra della cioccolata, degl’orologi, abitata da una maggioranza schiacciante di mucche. Come dire l’Italia della pizza e del mandolino. Evidentemente, alcuni giornalisti non hanno meglio da offrire. Philipp Fankhauser é al suo decimo disco ed entrerebbe di diritto in una lista immaginaria dei primi 10 Bluesmen europei non anglofoni, grazie a una reputazione costruita mattone su mattone, anzi canzone su canzone. Molto vicino allo scomparso Johnny Copeland e quindi influenzato dal Texas Blues, Fankhauser non ha magari il dono dell’originalità a tutti i costi, ma suona un Blues d’altissimo livello che veramente non ha nulla da invidiare alle migliori band americane. In questo “Osservando da un luogo sicuro”, attitudine questa sì davvero elvetica, prodotto da Dennis Walker e con Richard Cousin al basso, Fankhauser mostra ampiamente il suo talento compositivo. “Sunday morning”, ma anche “Thomas & Rodney” sono il segno distintivo di un musicista maturo che, anche nei testi, ha qualcosa da dire senza ricalcare vieti luoghi comuni, dei quali già parlavamo all’inizio. Dopo un omaggio al Texas Blues tradizionale con l’iniziale “It’s over now baby”, Philipp s’inoltra in due ballate Soul-Blues la seconda delle quali, Too little too late, sembra ispirata dalla musica del Golfo del Messico, zona Port Arthur. Molto bello anche il Blues in minore di “Blues ain’t nothin’”, con un giro di basso avvincente che inietta forza in una vena funky. “Time stands still”, un’altra ballata d’ampio respiro che insieme alle altre sopra menzionate, delinea la differenza tra Fankhauser e altri bluesmen europei, i quali spesso s’avventurano di mala grazia in pezzi lenti che non siano dei bluesacci torridi dove alla fine si cerca di far valere la potenza dei watts. Philipp ci sa fare anche alla chitarra, perchè in “If you ain’t been to Houston” esplode in un assolo nello stile classico del Texas, lasciando il proscenio all’altro chitarrista Alan Mirikitani nella seguente “The Blues don’t like a crowd” che s’avvale di un suntuoso accompagnamento della sezione ottoni. In conclusione, un’opera matura permeata di classicismo texano, ben suonata, ben cantata e ben registrata, di un musicista membro stabile di quel ristretto gruppo di bluesman europei che trova porte aperte negli States. Luca Lupoli, Il Popolo del Blues |
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